INTRODUZIONE AL TERZO SETTORE

Aggiornamento: 28 apr 2021

Che cos'è il terzo settore e perché è così importante?

In questo mio primo audio vi racconterò le caratteristiche del terzo settore, gli ambiti di interesse e le possibilità che offre anche a livello lavorativo.

I giovani di oggi devono conoscere questo settore, accostarsi adesso ed intraprendere anche percorsi di studio per una maggiore conoscenza del fenomeno e delle sue dinamiche.

Io ritengo che nel prossimo futuro sarà un settore economico sempre più trainante e darà vita a nuovi processi di sviluppo della nostra sempre più complessa e articolata società civile, caratterizzata da emergenze di natura sociale delle odierne epoche.

Il terzo settore individua un ambito economico di intervento separato dallo stato ed al mercato rispettivamente indicati come primo e secondo settore.

E’ e sarà l'alternativa più importante per i prossimi decenni in quanto è chiamato sempre di più a bilanciare i ruoli dello Stato e del mercato.

Il terzo settore e caratterizzato dalla presenza di individui di persone che svolgono attività sulla base di ideali e principi condivisi, a differenza dello Stato che fonda le proprie attività sulla base di coercizioni e sanzioni, o del mercato che invece è mosso dal mero conseguimento di remunerazioni e ricompense di natura economica.

Spesso quando ci riferiamo al terzo settore infatti siamo soliti dire terzo settore o settore no profit.

Il terzo settore individua quelle organizzazioni che sono sorte per istituzionalizzare l'attivismo al fine di affrontare problemi spesso ignorati dagli altri due settori.

A me piace considerarlo un enorme “residuo di processi economici” di attività dirette allo sviluppo di una società più responsabile, più consapevole, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone, di incrementare l' equità nell’allocazione delle risorse, di promuovere relazioni valoriali improntate alla reciprocità e non alle regole di mercato o coercitive di Stato.

Terzo settore è anche economia civile, cioè la distribuzione di beni che non segue le solite regole di mercato.

Sono beni valoriali e relazionali.

L'Italia, per quanto concerne la distribuzione dei beni valoriali e delle relazioni sociali, è prima al mondo. Il Terzo settore è radicato nella cultura italiana, nella storia, nella tradizione ed è naturale quindi che abbia una sua particolare soggettività rispetto allo Stato e alle Imprese.

Concludo ribadendo il concetto, e cioè che esistono entità, diverse dallo Stato e della imprese, che possono affrontare e risolvere problemi di efficienza ed equità allocativa non risolti dallo Stato e dalle imprese.

Gli enti del terzo settore sono capaci, quindi, di dare un contributo diverso da quello meramente economico.

Un contributo che mette al centro la persona.

Ma cosa e chi rientra nel terzo settore?

Innanzitutto ed in estrema sintesi dobbiamo dire che fanno parte del Terzo Settore un numero molto ampio di realtà e di tematiche d’interesse.

Sono modelli organizzativi di natura privata e senza fine di lucro che agiscono secondo principi di equità, di giustizia sociale, di sussidiarietà e di sviluppo sostenibile.

Quali sono i settori di interesse del terzo settore?

Sono diversi e possono essere ad esempio: assistenza sociale, sanitaria e socio sanitaria; istruzione e formazione; sport; tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale; difesa dell'ambiente e del paesaggio; promozione artistica e culturale; tutela dei diritti civili, agricoltura sociale.

Oggi la legge italiana individua ben 26 attività che definisce di interesse generale e che colloca all'interno di un codice chiamato codice chiamato appunto Codice del terzo settore, o meglio un decreto legislativo approvato nel 2017, il 117, che è seguito ad una legge delega del Parlamento al Governo e che ha riformulato l’intera disciplina di tali enti/organizzazioni non profit, prima frazionata in tante leggi nazionali e regionali diverse.

Gli enti che fanno parte del terzo settore e che sono individuati nello stesso sono organizzazioni non commerciali costituite come associazioni, comitati, fondazioni, enti filantropici, reti associative, circoli, che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e si caratterizzano per lo svolgimento in via esclusiva o principale di una o più attività di interesse generale e ribadisco senza scopo di lucro.

Accanto agli enti non commerciali, il legislatore ha introdotto anche organizzazioni commerciali che comunque svolgono le attività di interesse generale e che sono le imprese sociali e le cooperative sociali.

Agli enti del terzo settore e vietato distribuire utili ad eccezione delle imprese sociali che comunque hanno vincoli molto molto stretti alla loro distribuzione.

Non possono far parte, e quindi essere riconosciuti come enti del terzo settore, gli enti pubblici e da essi controllati, gli enti privati con finalità economiche, come le associazioni di categoria o professionali, i sindacati, i partiti politici e tutte quelle imprese che non sono imprese sociali.

Gli enti religiosi, che hanno da sempre costituito un modello a parte, possono ottenere oggi il riconoscimento di enti del terzo settore attraverso l’esercizio di una delle attività di interesse generale definita dal codice del terzo settore. Il riconoscimento può essere limitato ad una parte dell'ente in presenza, tuttavia, di una netta divisione organizzativa delle funzioni.

In Italia ci sono circa 300 mila enti che fanno parte del Terzo Settore e che confluiranno nel registro unico nazionale degli enti del terzo settore “RUNTS”, la cui partenza è prevista a breve e cioè entro il prossimo mese di Aprile.

Perché un codice del terzo settore e un registro unico nazionale degli enti del terzo settore?

Proprio per l'importanza che viene attribuita a questo enorme residuo economico che lo stato ha cercato attraverso una norma di legarsi ad esso ed essere coinvolto sempre di più in un progetto di welfare che può sembrare anche politico ma che comunque indirettamente rimane collegato alla sfera pubblica, in quanto persegue il bene comune, per cui deve avere benefici anche fiscali ma non può prescindere da un controllo pubblico sulla effettività delle attività dichiarate ed esercitate dall’ente stesso.

La riforma degli enti del terzo settore operata con il codice e cioè con il decreto legislativo 117/2017 non ha ancora completamente concluso il suo percorso di applicazione che si concretizzerà con la formazione e con l'attivazione e il funzionamento del registro unico nazionale degli enti del terzo settore abbreviato con l' acronimo RUNTS.

Prima di entrare nel vivo del l'argomento e sviscerarne tutti gli aspetti pongo un invito ai giovani affinché guardino al terzo settore con attenzione, come ad un settore dove è possibile trovare ambiti di occupazione e quindi sbocchi professionali. Quali sono i lavori e quali sono questi sbocchi? Un esempio e quello di migliorare la vita degli individui lavorando sulla sfera personale e professionale, promuovere climi e culture organizzative nelle comunità, gestire servizi residenziali e semiresidenziali per soggetti con disabilità, promuovere progetti di prevenzione e riduzione del disagio, promuovere le integrazioni multirazziali e multiculturali in una società sempre più multietnica, quindi ì tutto ciò coinvolge la sfera della psicologia in generale, della sociologia, della pedagogia sperimentale ,della fisiologia del comportamento delle teorie e delle tecniche del colloquio, della mediazione culturale.

Uno studio valoriale che può dare nel tempo molte soddisfazioni che possono superare anche quelle squisitamente economiche.

Nel mio prossimo contributo affronterò in maniera più dettagliata il mondo del terzo settore, delineandone il nuovo scenario organizzativo, gestionale, normativo e fiscale introdotto con la riforma operata dal Codice del Terzo Settore.



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